“La repubblica di Weimar aveva promesso di non prendere mai le armi contro il Belgio, e Hitler, una volta salito al potere, aveva confermato di continuo questa linea politica, dando analoghe assicurazioni all’Olanda. Il 3= gennaio 1937, dopo aver denunciato il trattato di Locarno, il cancelliere nazista aveva proclamato pubblicamente: «Il governo tedesco ha inoltre dato al Belgio e all’Olanda l’assicurazione di esser pronto a riconoscere e a garantire l’inviolabilità e la neutralità di questi territori». Impaurito dalla rimilitarizzazione del Terzo Reich e dalla rioccupazione tedesca della Renania, avvenuta nel 1936, il Belgio che dopo il 1918 aveva saggiamente rinunciato alla neutralità, cercò di nuovo rifugio in essa. Il 24 aprile 1937 l’Inghilterra e la Francia lo svincolarono dagli impegni assunti a Locarno e il 13 ottobre dello stesso anno la Germania confermò ufficialmente e solennemente «la sua decisione di non recar pregiudizio in nessun caso alla inviolabilità e all’integrità [del Belgio], di rispettare sempre il territorio belga… e di esser pronta ad assistere il Belgio qualora dovesse essere attaccato». A partire da quel giorno Hitler agì con la consueta doppiezza fra le sue solenni assicurazioni pubbliche date ai due paesi e le vedute da lui esposte privatamente ai generali. Riferendosi a un documento steso per lui per il «caso verde» – il piano per l’attacco contro la Cecoslovacchia – il 24 agosto 1938 egli aveva parlato dello «straordinario vantaggio» derivante alla Germania da un’eventuale occupazione del Belgio e dell’Olanda e chiese parere dell’esercito «circa le condizioni in cui l’occupazione di quest’area potrebbe essere effettuata, e il tempo che essa richiederebbe». Nel rispondere a Roosevelt, il 28 aprile 1939, Hitler aveva dato nuovamente risalto alle «dichiarazioni impegnative» fatte da lui, fra l’altro, all’Olanda e al Belgio. Meno di un mese dopo, il 23 maggio, il Führer, come si è notato, diceva ai suoi generali che «le basi aeree olandesi e belghe debbono essere occupate dalle forze armate… con velocità fulminea. Delle dichiarazioni di neutralità non dev’esser fatto alcun conto». Ancor prima di dare inizio alla sua guerra, i piani erano pronti” (pag 1090-1091) [William L. Shirer, ‘Storia del Terzo Reich. Volume secondo’, Einaudi, Torino, 1990]
