“Attraverso la discussione e la critica collegiale (fatta di suggerimenti, consigli, indicazioni metodiche, critica costruttiva e rivolta alla educazione reciproca) per cui ognuno funziona da specialista nella sua materia per integrare la competenza collettiva, in realtà si riesce a elevare il livello medio dei singoli redattori, a raggiungere l’altezza o la capacità del più preparato, assicurando alla rivista una collaborazione sempre più scelta e organica, non solo, ma creando le condizioni per il sorgere di un gruppo omogeneo di intellettuali preparato a produrre una regolare e metodica attività “libraria” (non solo di lavori organici di insieme). Indubbiamente, in questa specie di attività collettive, ogni lavoro produce nuove capacità e possibilità, poiché crea sempre più organiche condizioni di lavoro: schedari, spogli bibliografici, raccolte di opere fondamentali specializzate ecc. Si domanda una lotta rigorosa contro le abitudini al dilettantismo, all’improvvisazione , alle soluzioni oratorie e declamatorie. Il lavoro deve essere fatto specialmente per iscritto, così come per iscritto devono essere le critiche, in note stringate e succinte, ciò che si può ottenere distribuendo a tempo il materiale ecc.; lo scrivere le note e le critiche è principio didattico reso necessario dal bisogno di combattere le abitudini alla prolissità alla declamazione e al paralogismo create dall’oratoria” (pag 48-49) [Antonio Gramsci, ‘Anche lo studio è un mestiere’, Edizioni di Comunità, Milano, 2023]
Disciplina negli studi e nel lavoro
- Autore dell'articolo:Gianfranco Bozzano
- Articolo pubblicato:26 Nov 2025
- Categoria dell'articolo:ISC NEWS
