“«Il termine dispotismo è stato applicato al governo cinese, perché il sovrano di quell’impero assume esclusivamente nelle proprie mani la suprema autorità… L’imperatore della Cina è un despota, ma in che senso è usato il termine?». Così si interrogava nel 1767 François Quesnay in un passo del suo famoso “Il dispotismo in Cina”. Nel secolo XVIII, gli europei e soprattutto i filosofi francesi studiavano con interesse la Cina e le sue istituzioni paragonandole con quelle del continente europeo. Alcuni, come Montesquieu, vedevano nella Cina soltanto l’immagine di uno spietato dispotismo; altri, come Voltaire e, appunto, Quesnay, ritenevano che l’imperatore facesse osservare e osservasse lui stesso “leggi sagge e irrevocabili”. In effetti, nel secondo millennio d.C. il potere del governo centrale si era andato continuamente rafforzando. L’influenza dell’aristocrazia ereditaria delle potenti famiglie latifondiste, dei generali, dei comandanti regionali che tanto avevano contribuito a far controllare le dinastia degli Han orientali (25-220 d.C.) e dei T’ang (618-906), aveva subito un colpo mortale nei conflitti del periodo di divisione politica, detto delle “cinque dinastie” e dei “dieci stati” (907-960). La successiva vigorosa ripresa della costruzione di uno Stato burocratico realizzata dai Sung aveva permesso all’amministrazione civile di assumere un controllo decisivo su quella militare. Con i Sung si assiste ad uno sforzo consapevole, “inteso a riunire tutti i rami dell’amministrazione nelle mani dell’imperatore” (14). I “Grandi Ministri” che, al tempo dei T’ang avevano disposto di un certo numero di poteri indipendenti, ora formano una specie di gabinetto non ufficiale alle dirette dipendenze dell’imperatore. Successivamente, con i Ming altre riforme rafforzano il potere della burocrazia centrale e consolidano la posizione dell’imperatore nel senso dell’assolutismo (…)” (pag 198-199) [paragrafo: ‘Realtà e mito del “dispotismo” cinese’, capitolo ottavo ‘Il prevalere dello “Stato-continente” in Cina (in) ‘La formazione dell’area egemonica. Una studio comparato sull’Europa, la Cina e l’India nell’ età moderna’ di G. Bressi, P. Presso G. Bordino, Edizioni Stampatori, Torino, 1976] [(14) E.O. Reichauer, J.K. Fairbank, ‘Storia dell’Asia orientale’, vol. I, Torino, Einaudi, 1974, pag 232]
‘Il prevalere dello “Stato-continente” in Cina’
- Autore dell'articolo:Gianfranco Bozzano
- Articolo pubblicato:23 Lug 2025
- Categoria dell'articolo:ISC NEWS
