“Siccome la geopolitica non conosce i vuoti, c’è chi ha saputo colmare lo spazio lasciato libero. La Cina, anzitutto, che vede nel Mediterraneo il terminale ideale della propria proiezione di potenza, un terreno spianato dal disinteresse americano, un campo aperto per lo sviluppo delle sue vie infrastrutturali economiche, per la sua scommessa di radicamento politico nella vasta area del Mediterraneo allargato, così come l’abbiamo definita. E soprattutto vi scorge il supporto della sua espansione in Africa, alla conquista di minerali, terre rare, terreni agricoli. Poi la Russia, potenza che maschera la debolezza con l’espansione dell’influenza: trova terreno fertile in Libia, nella Cirenaica di Haftar, dove ambisce a creare una base marittima, nei Paesi del Sahel, dove promette sicurezza e sostegno. Non fanno eccezione, come dicevamo, i Paesi del Golfo: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita, che spesso scaricano nell’area le proprie tensioni regionali e ideologiche. E la Turchia? Difficile parlarne senza citare la Libia, vero e proprio esempio di occasione persa per l’Europa. Era cominciata nel 2011, come un’azione internazionale della quale si è molto discusso. Stati Uniti, Francia, Regno Unito. E anche, molto di malavoglia, l’Italia: difficilmente avremmo potuto dissociarci, mancando del peso economico e del ruolo politico della Germania merkeliana, che si astenne. Nato come un intervento sull’onda delle «primavere arabe», per evitare che Muammar Gheddafi compisse una strage a Bengasi, portò alla caduta sanguinosa di quel regime, senza che la comunità internazionale fosse minimamente preparata a gestirne le conseguenze. Ne scaturì un buco nero fatto di guerra civile, partizione di fatto del Paese tra Tripolitania e Cirenaica, campo libero per jihadisti e trafficanti di uomini. L’Unione Europea non ha avuto un ruolo nella vicenda. Ostaggio della competizione italo-francese e nel disinteresse degli altri, si è limitata a occuparsi di aiuti umanitari e migrazioni. Italia e Francia ne sono uscite sconfitte entrambe (…)” (pag 162-163) [Giampiero Massolo, con Francesco Bechis, ‘Realpolitik. Il disordine mondiale e le minacce per l’Italia’, Solferino, Milano, 2024]
Rischi mediterranei
- Autore dell'articolo:Gianfranco Bozzano
- Articolo pubblicato:7 Lug 2025
- Categoria dell'articolo:ISC NEWS
