“Il “troppo” realismo politico ha portato spesso all’affermazione che il politico deve operare solo nella “realtà effettuale”, non interessarsi del “dover essere”, ma solo dell'”essere”. L’errore ha portato Paolo Treves a trovare nel Guicciardini e non nel Machiavelli il “vero politico” (182). Bisogna distinguere tra scienziato della politica e politico in atto. Lo scienziato deve muoversi solo nella realtà effettuale, in quanto mero scienziato. Ma il Machiavelli non è un mero scienziato, è un uomo appassionato, un politico in atto e perciò non può non occuparsi del “dover – essere” (inteso non moralisticamente). La quistione è più complessa: si tratta di vedere se il “dover essere” sia un atto arbitrario o un fatto necessario, sia volontà concreta, o velleità, desiderio, amore con le nuvole. Il politico in atto è un creatore; ma non crea dal nulla, non trae dal suo cervello le sue creazioni. Si fonda sulla realtà effettuale; ma cos’è questa realtà effettuale? È forse qualcosa di statico e immobile, o non piuttosto una realtà in movimento, un rapporto di forze in continuo mutamento di equilibrio? Applicare la volontà a creare un nuovo equilibrio delle forze realmente esistenti e operanti, fondandosi sulla forza in movimento progressivo per farla trionfare, è sempre muoversi nel terreno della realtà effettuale ma per dominarla e superarla. Il “dover essere” entra in campo, non come astratto e formale pensiero, ma come interpretazione realistica e sola storicistica della realtà, come sola storia in atto o politica. L’opposizione Savonarola-Machiavelli non è l’opposizione tra essere e dover essere, ma tra due “dover essere” quello astratto e fumoso del Savonarola e quello realistico del Machiavelli, realistico anche se non diventato realtà immediata, che non si può attendere che un individuo e un libro mutino la realtà, ma solo la interpretino e indichino la linea d’azione. Né il Machiavelli, pensava o si proponeva di mutare la realtà ma solo e concretamente di mostrare come avrebbero dovuto operare le forze storiche concrete per mutare la realtà esistente in modo concreto e di portata storica” (pag 1597-1598) [Antonio Gramsci, Quaderni del carcere. Edizione critica diretta da Gianni Francioni. 2. Quaderni miscellanei (1929-1935), Istituto della Enciclopedia Italiana , Roma, 2025] [(182) Una critica puntuale di questo giudizio di Paolo Treves su Machiavelli e Guicciardini si trova nel Quaderno 6, § 86 (e cfr. il relativo commento)]
A. Gramsci: Machiavelli – Essere e dover essere.
- Autore dell'articolo:Gianfranco Bozzano
- Articolo pubblicato:9 Apr 2026
- Categoria dell'articolo:ISC NEWS
