“Quanto indietro riuscite ad andare col vostro albero genealogico? Di solito dopo i bisnonni o i trisavoli ci si perde nella nebbia. Volendo cercare nelle parrocchie e risalire il filo delle parentele, se si è fortunati si può arrivare fino al ‘600 (sono di quell’epoca infatti i primi registri parrocchiali, voluti dal Concilio di Trento). Ma prima del ‘600 solo alcuni rari atti notarili possono illuminare l’albero del passato. È vero che alcune famiglie della grande aristocrazia riescono a risalire un po’ più in là : ma non poi molto. Perché? Anzitutto perché esse riescono, di solito, a conservare traccia solo di una piccolissima parte dei loro antenati: se, per esempio, qualcuno volesse risalire fino ai tempi dei crociati, contando tre generazioni per secolo (e naturalmente de genitori per ogni antenato) arriverebbe in teoria alla bellezza di… due miliardi di antenati! Fate voi stessi il conto. È evidente che, in pratica, gran parte di questi antenati si sovrappongono (perché le famiglie si incrociavano continuamente): ma ciò mostra quanto sia difficile ricomporre il mosaico degli avi. D’altra parte, arrivando all’epoca dei Romani o degli Etruschi tutti i fili si perdono, anche per le famiglie più nobili: oltre quell’epoca, infatti, manca qualsiasi documentazione scritta che permetta di risalire più in là nel tempo. E i Romani distano soltanto 20 secoli da noi. Se volessimo ricercare le tracce dei nostri più lontani antenati dovremmo risalire altri 40 mila secoli…” (pag 7) [Piero e Alberto Angela, ‘La straordinaria storia dell’uomo. Indizio per indizio un’investigazione sulle nostre origini’, Arnoldo Mondadori editore, Milano, 1993]
Le nostre origini? Abbiamo … due miliardi di antenati
- Autore dell'articolo:Gianfranco Bozzano
- Articolo pubblicato:16 Mar 2026
- Categoria dell'articolo:ISC NEWS
