Rivoluzione inglese, la ‘New Model Army’ e Cromwell

“Cromwell riordinò l’esercito già dall’inverno 1644-1645 e la sua ‘New Model Army’ fu varata ai Comuni il 9 gennaio 1645, venendogli concesso di designarne i maggiori responsabili. Le sue truppe furono dotate di un equipaggiamento eccellente e ricevettero una paga regolare mentre il loro inquadramento fu modificato e cambiata la maggior parte degli alti ufficiali. Fra questi dominavano i puritani, Indipendenti o settari che fossero, ma anche i sottoufficiali ed i soldati erano in maggioranza della stessa fede. Con queste forze, di cui la cavalleria degli ‘Ironside’ rappresentava il nucleo più valido, Cromwell affrontò Rupert a Naseby il 14 giugno 1645. Errori di comando e di manovra delle forze regie provocarono la disfatta di Carlo I, di cui vennero uccisi più di mille uomini e circa 4.000 catturati. Furono presi anche i suoi documenti segreti, senz’altro compromettenti tanto che si cominciò allora a parlare della sua deposizione. (…) A questo punto la maggioranza del Parlamento, preoccupata di mantenere il sostegno dei ceti possidenti, cercò di congedare le truppe che non parevano più indispensabili ed il cui costo era molto alto. Ma la ‘New Model Army’ intuì ch’essa era divenuta un fattore anche politico determinante e non vide di buon occhio i tentativi di smobilitazione. Nelle sue file per di più si erano fatte ulteriormente strada le idee radicali ed il puritanesimo vi si era rivestito di propositi rivoluzionari. Il 1646 risultò un ano chiave perché ebbero luogo le elezioni, che portarono ai Comuni un gruppo consistente di Indipendenti puritani ma una maggioranza presbiteriana: i primi stavano dalla parte dell’esercito e la seconda gli era contraria. Il pomo della discordia non erano solo la riduzione o meno degli effetti ma anche i programmi dei Livellatori diffusi tra i militari. La ‘New Model Army’ non solo non voleva rinunciare ai vantaggi economici ma richiedeva garanzie e misure ulteriori a suo favore. Essa aveva frattanto una propria rappresentanza, o Consiglio Generale, comprendente i generali e due ufficiali con due soldati delegati da ciascun reggimento. Sotto il pretesto di farsi portavoce dei militari, tale Consiglio prese a dibattere questioni politiche e sociali, mentre il Parlamento si orientava nel 1647 verso l’uso della forza contro tale istanza. Come risposta, il 15 giugno di quell’anno una dichiarazione dell’esercito non solo affermò il suo diritto di parlare a nome del popolo ma reclamò l’epurazione delle Camere e la dissoluzione del Parlamento. (…) L’avversione ed il disprezzo per i parlamentari si tradusse in quello stesso mese in modo addirittura brutale. Il colonello Pride investì infatti i Comuni, ne arrestò 45 membri ed impedì l’accesso alle sedute di altri 96, presbiteriani o filorealisti. Nacque così il cosiddetto ‘Rump Parliament’, i cui 78 deputati residui scesero preso ad una sessantina. L’atteggiamento politico di Cromwell in questi frangenti parve relativamente moderato e volto alla pace civile, tanto che cercò a lungo d’indurre Carlo I a cedere su punti decisivi” (pag 138-140) [Alberto Tenenti, ‘Dalle rivolte alle rivoluzioni’, Il Mulino, Bologna, 1987]