Oggi arrivano i barbari…

Aspettando i barbari
«Cosa aspettiamo qui riuniti al Foro?
Oggi devono arrivare i barbari.
Perché tanta inerzia al Senato?
E i senatori perché non legiferano?
Venendo i barbari le faranno loro.
Perché l’imperatore si è alzato di buon ora
e sta alla porta grande della città, solenne
in trono, con la corona sulla fronte?
Oggi arrivano i barbari e il sovrano
è in attesa della visita del loro
capo; anzi, ha già pronta la pergamena
da offrire in dono
dove gli conferisce nomi e titoli.
Perché i nostri due Consoli e i Pretori
stamane sono usciti in toga rossa ricamata?
perché portano bracciali e tante ametiste
e anelli con smeraldi cha mandano barbagli?
perché hanno in mano rare bacchette
tutte d’oro e d’argento rifinito?
Oggi arrivano i barbari
e queste cose ai barbari fan colpo
Perché non vengono anche i degni
oratori a perorare come sempre?
Oggi arrivano i barbari
e i barbari disdegnano eloquenza e arringhe
Tutto a un tratto perché questa inquietudine
e questa agitazione? (oh, come i visi si son fatti gravi).
Perché si svuotano le vie e le piazze
e tutti fanno ritorno a casa preoccupati?
Perché è già notte e i barbari non vengono.
È arrivato qualcuno dai confini
a dire che di barbari non ce ne sono più.
Come faremo adesso senza i barbari?
Dopotutto, quella gente era una soluzione»
(Costantino Kavafis, ‘Settantacinque poesie, Torino, Einaudi, 1992) (pag 7) [(in) ‘Io vivo nell’ombra. L’immigrazione in Abruzzo e le sue voci’ di Tiziana Camplone, contributi di Daniele Domenicucci, Paola Mucciante, Eide Spedicato, Assessorato Promozione Culturale, Regione Abruzzo, L’Aquila, 1997]