“Ruba un chiodo e sarai impiccato come malfattore; ruba un regno, e diventerai duca», ha scritto il filosofo cinese Zhuangzi” (pag 29); “(…) osserva ancora Le Goff, «lo storico di oggi riconosce all’usura la qualità di precursore di un sistema economico che malgrado le sue ingiustizie e i suoi difetti si iscrive in Occidente nella traiettoria di un progresso che è poi quello del capitalismo» (…)” (pag 61); “Nel periodo del positivismo sociale il filosofo francese Auguste Comte ammetteva che «gli individui ormai considerano veramente solide ed efficaci solo le operazioni determinate dall’interesse privato». In un ‘Appello alla gente onesta’, pubblicato dopo la rivoluzione del 1848 che aveva abbattuto il regno di Luigi Filippo e aveva visto una delle prime effimere affermazioni dei nuovi ideali socialisti, viene illustrata dal francese Louis Blanc la società nel suo sistema corrotto precedente il ’48 e indicato il socialismo con le sue tendenze umanitarie e collettiviste come rimedio ai mali dell’individualismo. Sugli stessi fatti del ’48 si «esercitò» in particolare Karl Marx: «Così come Cristo media tra Dio e gli uomini, così il denaro media tra un uomo e l’altro», scriveva. «L’ingordigia di denaro, la smania di ricchezza porta necessariamente con sé il declino e poi la fine delle antiche comunità delle quali è l’antitesi». E sì che lo stesso Marx, insieme a Engels, come è stato detto e scritto più volte, ha proposto nella prima parte del ‘Manifesto del partito comunista’ una delle più brillanti apologie della classe borghese pur preconizzandone il superamento reso «necessario» dall’evoluzione della storia. Negli stessi anni, accanto alla critica socialista e all’utopia di Saint-Simon, autore del ‘Catechismo degli industriali’, e di Robert Owen, fondatore della comunità ‘New Harmony’, si afferma nel mondo anglosassone la filosofia utilitarista prima di Jeremy Bentham e poi di John Stuart Mill. Entrambi riassumono in modo paradigmatico l’umana ricerca del benessere: ogni illusione deontologica è sostanzialmente rigettata. L’azione moralmente retta è quella che conduce alle conseguenze migliori: la giustificazione morale di un’azione dipende esclusivamente dalla sua utilità, ossia dal valore delle conseguenze a essa connesse” (pag 99) [Carlo Alberto Brioschi, ‘Breve Storia della Corruzione. Dall’età antica ai giorni nostri’, Tea, Milano, 2004]
‘L’ingordigia di denaro, la smania di ricchezza porta necessariamente con sé il declino…’
- Autore dell'articolo:Gianfranco Bozzano
- Articolo pubblicato:17 Feb 2026
- Categoria dell'articolo:ISC NEWS
