Armistizio segreto di Cassibile. Una serie di confuse e contraddittorie iniziative diplomatiche, formali e informali

“Eppure già il 3 settembre a Cassibile, presso Siracusa, era stato firmato l’armistizio segreto da parte del generale Castellano. Questo per dire che in realtà l’ambiguità che caratterizza i 45 giorni tra l’accantonamento di Mussolini e l’armistizio si rivelano in tutta la loro drammaticità e con sconfortante senso di inadeguatezza quanto più andiamo a leggere dietro le quinte, nei documenti riservati d’archivio, come si mossero le supreme autorità dello Stato. È comprensibile che sia difficile uscire da una guerra disastrosa e che il nemico non sia particolarmente ben disposto e che si tratti quindi di superare una diffidenza profonda. Ma in quei quarantacinque giorni, vediamo soltanto una serie di confuse e a volte contraddittorie iniziative diplomatiche, formali e informali, che ruotano tutte intorno al tentativo del governo italiano di arrivare ad un armistizio che eviti all’Italia l’umiliazione di una resa incondizionata che militarmente si sarebbe dovuta concretizzare nella consegna agli Alleati di tutte le armi, della Marina e dell’Aviazione e di quanto restava e, altro punto molto delicato, la questione del governo del paese che non sarà più amministrato da proprie istituzioni ma direttamente dalle forze di occupazione. Comprensibile quindi il tentativo di alleggerire questo.” (pag 23) [Marco Brunazzi, Presidente dell’ Istituto storico Salvemini), saggio: ‘Una data con forte ambiguità’ (pag 17-27) [(in) ‘Convegno. 8 settembre 1943 – 8 settembre 2003. Sessant’anni per non dimenticare. Castellamonte 7 settembre 2003’]