Hegel: la teoria strumento di comprensione del reale, levatrice delle cose’

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HEGEL G.W.F., a cura di Nicolao MERKER, Il dominio della politica. EDITORI RIUNITI. ROMA. 2022 pag 459 8° introduzione di Nicolao MERKER (pag 7-31), nota biografica, nota bibliografica, avvertenza, note, indice nomi; traduzione di Nicolao MERKER. [‘Nel confrontare gli scritti etico-politici di Hegel con questi oggetti storici, occorre tener conto che il testo di Hegel si svolge a tre livelli del discorso. C’è 1. la presenza degli avvenimenti a lui contemporanei quando egli li descrive e registra come dati fattuali; vi si aggiunge 2. la traduzione (e transustanziazione) di questi dati in funzione del loro inserimento nella teoria filosofica generale; vi sono infine 3. le formulazioni da cui emerge la convinzione, da parte del filosofo come intellettuale che è attivo nel proprio tempo, che la teoria sia uno strumento di comprensione del reale e, con determinate modalità e in certi casi, perfino di positivo intervento sul processo di transizione dall’antico regime della sudditanza al nuovo ordinamento borghese della partecipazione dei cittadini alla vita politica dello Stato. Questa convinzione circa la funzione attiva della teoria è visibilissima nel frammento francofortese ‘Libertà e destino’ del 1799-1800, dove si parla addirittura di una convergenza d’interesse fra il bisogno degli uomini comuni, schiacciati dall’antico regime, «di ottenere consapevolezza su ciò che li tiene prigionieri», e il bisogno che hanno i filosofi di «passare dalla loro idea alla vita» (53). E, se il programma di «intervenire nella vita degli uomini», enunciato nella lettera a Schelling del 2 novembre 1800 (54), era già anticipato dell’obiettivo illuministico, del 1795, dei filosofi che indicano la via dell’emancipazione dal dispotismo ai popoli che poi «impareranno a sentirla» (55), adesso però, nel 1800, quel programma o «ideale degli anni giovanili» può diventare applicabile per Hegel solo se a sorreggerlo c’è «una forma riflessiva, […], un sistema» (56). Nella prefazione alla ‘Fenomenologia’ il tema del sapere come «sistema scientifico» della «verità» ricomparirà con la forza di un vero e proprio manifesto filosofico del compito degli intellettuali in una «età di gestazione e di transizione a un periodo nuovo» (57). «Mostrare che l’innalzamento della filosofia a scienza è un compito dell’epoca sarebbe […] l’unica vera giustificazione dei tentativi che mirano a questo scopo; e lo sarebbe perché tale giustificazione non solo metterebbe in rilievo la necessità di quello scopo, ma addirittura, nel contempo, lo realizzerebbe» (58). Di fronte alla sconcertante apparizione dell’ «aurora che, come un lampo», – e fuori di metafora è l’89 francese, – «delinea di colpo la configurazione del mondo nuovo» (59), occorrono dunque, affinché di tale novità ci si possa concettualmente impadronire, strumenti razionali qualitativamente nuovi ‘la cui pura e semplice scoperta basterebbe a «realizzare», cioè a portare a compimento’, il nuovo mondo borghese” (pag 26-27, introduzione di N. Merker) [note: (53) S.W., v. VII (Schriften zur Politik und Rechtsphilosophie’, a cura di G. lasson, Leipzig, 1913), p. 139; (54) B.I. p. 60; (55) Lettera a Schelling del 16 aprile 1795: B.I., p. 24; (56) B.I., p. 59; (57) S.W., v. II (Phänomenologie des Geistes, a cura di J. Hoffmeister, Leipzig, 1949), p. 12; (58) Ibidem; (59) Ivi., p. 16] [ISC Newsletter N° 97] ISCNS97TEC [Visit the ‘News’ of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 

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