“Delle implicazioni politiche che l’impostazione e la risoluzione della tematica filosofica richiamava, del fatto cioè che, data la situazione storica della Germania contemporanea, l’Io puro idealista creatore e ordinatore del mondo empirico dovesse essere destinato a farsi portatore di una rivoluzione «nel pensiero», altrimenti inesprimibile sul piano della prassi storica, furono gli stessi maggiori esponenti della cultura idealistica a rendersene consapevoli: basti qui pensare al rapporto che lo stesso Fichte ha stabilito tra i contenuti filosofici della ‘Dottrina della scienza’ e le aspirazioni politiche e ideologiche della borghesia moderna che con la rivoluzione francese aveva celebrato il suo trionfo (5). In ogni caso, con l’avvento del criticismo kantiano e poi con il suo svolgimento in senso idealistico-soggettivo, è l’indagine sulla struttura e sulla funzione dell’Io puro ad assumere un ruolo di primo rango; ruolo che solo in seconda istanza e come conseguenza dell’analisi speculativa lascia intravedere i contorni politici e sociali della problematica filosofica e religiosa” (pag 5-6) [Gianfranco Brazzini, Filosofia, religione e politica nel carteggio Hegel-Schelling’, Annali della Falcoltà di Scienze politiche Università di Pisa, Giuffrè editore, Milano, 1971] [(Cfr. a questo proposito la lettera di Fichte a Beggesen in H. Schulz, ‘Fichtes Briefwechsel’, Leipzig, 1952, Bd. I, pp. 449-51: «Il mio sistema, scrive Fichte, è il primo sistema della libertà. Mentre questa nazione (la Francia) libererà l’umanità dalle catene materiali, il mio sistema la libererà dal giogo della cosa in sé, dalle influenze esterne, perché i suoi primi principi fanno dell’uomo un essere autonomo. La ‘Dottrina della scienza’ è nata durante gli anni in cui la nazione francese faceva, a forza di energia, trionfare la libertà politica. Io devo al valore della nazione francese di essere stato sollevato ancora più in alto; le devo di avere stimolato in me l’energia necessaria alla comprensione di questa idea. Mentre io scrivevo un’opera sulla rivoluzione, i primi segni, i primi presentimenti del mio sistema sorsero in me, come una ricompensa. Così dunque questo sistema appartiene già, in una certa misura, alla nazione francese»]
La rivoluzione francese e la rivoluzione «nel pensiero» in Germania
- Autore dell'articolo:Gianfranco Bozzano
- Articolo pubblicato:20 Feb 2026
- Categoria dell'articolo:ISC NEWS
