“Qualsiasi siano i retroscena, il trionfo del ‘Potemkin’ a Berlino è un fatto inconfutabile (11): di lì ebbe inizio una serie di reazioni sbalorditive e di successi trionfali ottenuti dal film in qualsiasi paese apparisse, una serie ancora non terminata. Meno chiaro risulta se sia stato solo il successo berlinese a rendere più attenta la critica sovietica verso il ‘Potemkin’; questa ipotesi si basa sul fatto che tutte le critiche sovietiche apparvero dopo le proiezioni pubbliche e non dopo la prima al Bolscioj. In una successiva protesta contro i dirigenti del Sovkino, Majakovskij disse: «Sulle prime il ‘Potemkin’ fu relegato in cinematografi di second’ordine e solo dopo l’entusiastica reazione della stampa straniera passò a sale di prima categoria» (12). E anche Lunaciarskij fornisce delle prove su questo punto: «… abbiamo molti esempi di film sovietici che non hanno coperto le spese e non hanno avuto successo. È vero che alcuni di questi si meritano una simile accoglienza, ma ci sono anche casi opposti. Di solito si tace il fatto che il ‘Potemkin’ non ha avuto successo tra noi. Ricordo la strana impressione che ricevetti quando entrai nel Primo Teatro del Sovkino sulla piazza Arbat, addobbato come una nave, con le maschere vestite da marinai. Trovai il cinema mezzo vuoto. E questa fu la prima visione del ‘Potemkin’. Solo quando il pubblico tedesco gli ebbe decretato un grande successo il ‘Potemkin’ fu rilanciato in Russia. Tutti allora vollero vedere il film che ci aveva procurato la prima grande vittoria sul mercato cinematografico straniero» (13). Prima del trionfo all’estero del ‘Potemkin’, regnava nell’industria cinematografica sovietica l’indiscusso convincimento che nessun film sovietico «di agitazione» potesse essere esportato con buon esito” (pag 287-288) [Jay Leyda, ‘Storia del cinema russo e sovietico. Volume primo’, Casa Editrice Il Saggiatore, Milano, 1964] [(11) Il resoconto più minuzioso dell”effetto prodotto dal ‘Potemkin’ sul pubblico di Berlino è offerto dal romanzo di Feuchtwanger ‘Successo’. Al principio del libro IV, l’ex ministro bavarese della giustizia va al cinema, piuttosto scettico, per vedere il film (‘Incrociatore da battaglia Orlov’) del quale tutti parlano, e finisce con l’esser così preso dalla vicenda da identificarsi alla fine con gli ammutinati. Il successo berlinese del ‘Potemkin’ è spesso parzialmente ascritto al commento musicale, composto da Edmund Meisel; (12) Discorso di Majakovskij alla discussione del Sovkino, 15 ottobre 1927; pubblicato da ‘Kino’ di Majakovskij, Mosca, 1940; (13) Contributo di Lunachiarskij al volume ‘Il cinema sovietico nel rapporto con la società’ a cura di L. Maltsev, Mosca, 1928; prosegue dicendo: «prima di questo l’ottimo ‘Sciopero’ di Eisenstein conobbe una sorte simile anche nei circoli operai. L’eccellente ‘Madre’ di Pudovkin, un genuino capolavoro del cinema russo, ebbe un’accoglienza molto tiepida a Mosca e solo in alcune province il film fu mantenuto in circolazione perché, e non sbaglio, ci si voleva rifare delle spese»] [Jay Leyda è nato a Detroit, Michigan, nel 1910. A 23 anni si reca a Mosca dove segue un corso di regia tenuto da Eisenstein. È stato anche allievo di Pudovkin e D. Vertov. Ha partecipato alla preparazione e riprese di alcuni film e ha studiato molte opere del cinema russo e sovietico. Nel 1936 ritorna in America. In seguito ha tradotto e curato degli scritti teorici di Eisenstein e assieme a I. Montagu delle ‘Lezioni con Eisenstein’ di Nishny]
La tiepida accoglienza del film ‘Potemkin’ in Russia e il trionfo a Berlino
- Autore dell'articolo:Gianfranco Bozzano
- Articolo pubblicato:29 Gen 2026
- Categoria dell'articolo:ISC NEWS
