“Nell’ottobre del 1938 il governo della Germania nazista espulse più di dodicimila ebrei polacchi. Quattromila furono accolti in Polonia, ma gli altri vennero lungamente trattenuti alla frontiera in condizioni miserevoli. Di lì, nei giorni seguenti, un’anziana coppia inviò una cartolina al figlio, residente a Parigi, per chiedere un po’ di denaro. Non appena ricevette il messaggio dei genitori, Herschel Grynszpan si armò di una pistola e chiese di essere ricevuto dall’ambasciatore di Germania. Quando fu alla presenza di un giovane diplomatico, Grynszpan estrasse la pistola e sparò cinque colpi. Era il 7 novembre. Poche ore dopo, la Germania fu teatro di quello che molti giornali definirono un ‘pogrom’ e che culminò nella notte fra il 9 e il 10 novembre. La parola russa ‘pogrom’ significa strage, devastazione, massacro: fu ciò che esplose sull’intero territorio nazionale, ad opera di uomini che ostentavano l’uniforme delle SA, milizia del partito nazista. Più di mille sinagoghe furono devastate e incendiate. Un incalcolabile numero di negozi fu distrutto e saccheggiato. Più di trentamila persone vennero arrestate e avviate verso i campi di concentramento. Il saggio di Martin Gilbert non è soltanto la cronaca di quella tragica notte tedesca. L’autore analizza la politica ebraica della Germania hitleriana e ricostruisce uno straordinario numero di episodi. Ciò che accadde in quelle ore rivive così attraverso le parole dei superstiti, dei loro congiunti, dei tedeschi che cercarono di assistere le vittime del pogrom. E dimostra che la notte dei cristalli fu una sorta di crinale fra gli anni della preparazione e quelli dell’esecuzione, durante i quali i disegni dell’annientamento venne gradualmente realizzato. (quarta di copertina); “Il destino degli ebrei che erano stati catturati nella Notte dei cristalli e inviati ai campi di concentramento stava diventando ampiamente noto e diffuso dalla stampa. Il 23 novembre il quotidiano londinese ‘News Chronicle’ riferì dell’arrivo di sessantadue ebrei, fra cui due rabbini, a Sachsenhausen, a nord di Berlino. Gli arrestati avevano raggiunto i cancelli del campo scortati dalla polizia fin da Berlino. Ai cancelli la polizia doveva consegnarli alle SS. I sessantadue ebrei furono quindi picchiati con badili, bastoni e fruste. Secondo un testimone oculare, la polizia, «non riuscendo a sopportare le loro grida, si voltò dall’altra parte». Quando cadevano, venivano percossi ancora di più. Una simile «orgia» di botte durò per mezz’ora. Quando finì, «dodici dei sessantadue erano morti con il cranio spaccato. Gli altri erano tutti primi di conoscenza. Gli occhi di alcuni erano usciti dalle orbite, i volti sfigurati» (12)” (155-156) [Martin Gilbert, ‘La notte dei cristalli. 9 novembre 1938’, Edizione Il Giornale – Casa editrice Il Corbaccio, Milano. 2008] [(12) ‘News Chronicle’, 23 novembre 1938]. Martin Gilbert, Londra, 1963, Fellow del Merton College a Oxford e dell’Hillsdale College, Michigan, è nota come biografo ufficiale di Winston Churchill ed è considerato uno dei massimi storici del Novecento. Ha pubblicato pure la ‘Grande storia della prima guerra mondiale’. In Italia sono stati pubblicati tra l’altro ‘Atlante di storia ebraica’, ‘Mai più: una storia dell’Olocausto’, e ‘Il secolo degli ebrei’.
Il ‘pogrom’ del 9-10 novembre 1938 in Germania
- Autore dell'articolo:Gianfranco Bozzano
- Articolo pubblicato:24 Gen 2026
- Categoria dell'articolo:ISC NEWS
