“Da tutto quello che ho detto fin qui, risulta chiaro come gli inizi del capitalismo moderno non datino dalla quarta Crociate (1); se il capitalismo non avesse raggiunto fin da prima un notevole sviluppo, la quarta Crociata non sarebbe stata neppur pensabile. Essa invece, fin dal principio, costituì un vero trionfo per il capitalismo moderno , a cui è difficile trovare un paragone, anche ai tempi nostri. Ma dalla quarta Crociata e dalle sue conseguenze importantissime per Venezia torniamo ora la periodo precedente, per esporre brevemente in qual modo, fin da quel tempo, il commercio e il prestito di denaro, capitalistici per loro natura, abbiano saputo far servire ai loro scopi l’organizzazione capitalistica della guerra. È noto che, fin da tempi remoti, il mercante si metteva al seguito dell’uomo d’arme per acquistarne il bottino mediante una tenue somma per rivenderlo poi a caro prezzo (2). Ma ben diversi furono i vantaggi derivati al commercio delle Crociate. Già molto prima delle Crociate, le città marinare italiane si erano arricchite con la navigazione e il commercio, e precisamente con un commercio al quale si addicono perfettamente le parole di Mefistofele nel Faust: «Non voglio saperne di navigare: / Guerra, commercio e pirateria / Sono una trinità indivisibile»” (pag 46-48) [Lujo Brentano, a cura di Antonio Giolitti, ‘Le origini del capitalismo’, G.C. Sansoni editore, Firenze, 1955] [(1) Questa è la tesi sostenuta dal Sombart nel primo vol. della sua opera ‘Der moderne Kapitalismus’, cit.; (2) Così gli eserciti guidati dai Seleucidi e dai Tolomei contro la Palestina era seguiti da mercanti che si proponevano di acquistare come schiavi gli Ebrei fatti prigionieri per poi rivenderli su vari mercato mondiali (cfr. J. Juster, ‘Les Juifs dans l’Empire romain’ Paris; 1914, II, p. 17). Gli Ebrei, divenuti a loro volta mercanti, assunsero il medesimo ruolo al seguito degli eserciti tedeschi e bizantini e così facevano anche altri mercanti. Muratori, ‘Antiq’, II, 882, riferisce che le crociate dei Bizantini contro gli Assiri erano accompagnate da mercanti veneziani e amalfitani. Del pari i crociati erano seguiti da mercanti non solo dei Comuni italiani, ma dell’intero Occidente (cfr. Brugnot, introd. al II vol. delle ‘Assises de Jérusalem’, Paris, 1843, p. XVII). Lo stesso facevano i mercanti spagnoli al tempo delle Crociate degli Spagnoli contro Granada, alla fine del secolo XV (cfr. W. Irwing, ‘Die Eroberung N. Granada aus den Papieren Bruders A. Agapida’, trad. ted. di K. Meurer, Frankfurt a M. 1829, I, p. 96)
“Guerra, commercio e pirateria sono una trinità indivisibile”
- Autore dell'articolo:Gianfranco Bozzano
- Articolo pubblicato:4 Mag 2026
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