A proposito dell’origine del canto ‘Bandiera Rossa’

“In occasione delle serate e alla fine di ogni congresso vengono intonati dei canti. Il primo canzoniere viene pubblicato alla fine degli ani Settanta, ma alcuni testi sono già apparsi in precedenza sul ‘Bulletin’ o sugli ‘Almanachs du Peuple’. Anche negli archivi si possono trovare delle partiture o delle copie manoscritte. Abbiamo ritrovato una dozzina di testi che vanno dal 1869 al 1877 – ne saranno circolati sicuramente anche altri – cantati “sulle note di questa o quella melodia”. Appartiene ad una vecchia tradizione della cultura popolare francese e soprattutto fiamminga, quella delle canzoni politiche vivaci, create nei momenti di baldoria. I versi creati in queste occasioni, godranno, per lo più, di una durata effimera. Due canzoni nate in seno alla Federazione del Giura sono diventate dei classici del movimento operaio: ‘La Jurassienne’ (La Giurassiana) – in origine, ‘Le Droit du travailleur’ (il diritto del lavoratore) – e, soprattutto, ‘Drapeau rouge’ (Bandiera rossa) (161). La versione originale di Paul Brousse, scritta in occasione della manifestazione del 18 marzo 1877, è stata reinventata e tradotta fino a diventare “un vecchio canto rivoluzionario polacco”, la canzone comunista per eccellenza. Le sue origini anarchiche sono state rapidamente cancellate. La “fiaccola dell’anarchia” è finita sotto il moggio. Le canzoni si diffondono ancora più velocemente dei giornali e degli opuscoli. Trasmettono le idee politiche, contribuiscono alla coesione dei gruppi militanti, suscitano emozioni” (pag 181-182) [Florian Eitel, ‘L’industria del tempo agli abori della globalizzazione. Saint-Imier 1872: la valle orologiaia e lo sviluppo del movimento anarchico’, Edizioni Zero in Condotta, Milano, 2025 ] [(161) Robert Brecy, “Le Drapeau rouge”, Revue d’Histoire moderne et contemporaine’, tome 22, n. 2, 1975. La traduzione in polacco di Boleslaw Czerwienski risale al 1881. Da questa versione, che mantiene solo il ritornello scritto da Brousse, nasceranno numerose altre traduzioni, in particolare quelle in russo di Krgijanovsky (compagno di lotta di Lenin), tra il 1896 e il 1905, e di AkimovMakhnovetc, che verrà cantata trionfalmente dopo la rivoluzione d’ottobre, facendo di ‘Bandiera rossa’ la canzone comunista per antonomasia. Anche il movimento operaio italiano avrà la sua “bandiera rossa”. Il testo della versione socialista fu scritto da Carlo Tuzzi nel 1908, ma le radici della canzone – sia per quanto riguarda il testo che la melodia – affondano nella tradizione orale lombarda di metà Ottocento. Anche il testo di Tuzzi subirà delle modifiche, segnatamente nella sostituzione della parola socialismo con comunismo. (…)]